STUDIO D'ARTE

La frequentazione con le correnti artistiche, per interessi sempre perseguiti sulle manifestazioni sia in Italia che all’Estero, nonché la speculazione mentale su principi o ideali  degli artisti  da sempre frequentati  erano propedeutici all’apertura di un’attività espositiva d’arte visiva. L’iniziativa prese vita  nello stesso atelier  nel 1960. C’era anche un altro motivo, seguito della considerazione  sull’effettivo modo di presentare l’arte oggi e di come diffonderla e parlarne, per avviarla: la considerazione che i vernissage sono il momento topico della produzione dell’artista.

Egli è ben contento degli amici e parenti che gli vanno a rendere omaggio. Ma solo quella sera; dal giorno dopo la galleria è tremendamente vuota salvo qualche rarefatta visita di un ritardatario o di un curioso. L’atelier no.
E’ frequentato con maggiore o minore intensità, ma certamente  tutti i giorni ha presenze  e quel che più conta da un pubblico eterogeneo e che molto probabilmente non ha  l’abitudine di frequentare gallerie d’arte.
Ma lì non può rifiutare di guardare,anzi s’incuriosisce, domanda, prende, parte; insomma lo scopo è raggiunto senza sforzo.

E così chiamò  a collaborare, nel tempo,  Mario Ciarletta, Enrico Crispolti, Bruno Corà e  lo studio  dette luogo, in pratica, ad una rassegna dell’arte  degli anni '50-'70 con Pupino Samonà, Enrico Baj, Nino Franchina, Nuvolo, Salvatore Meo, Corrado Cagli, Fabio de Sanctis, Umberto Mariani, Fabrizio Plessi, Mimmo Rotella, Loreno Sguanci, Edgardo Mannucci, Rocco Genovese, Giorgio Facchini, Riccardo Mantero, Marco Gastini, in un alternarsi di nomi celebri a giovani  emergenti  e diventando luogo d’incontro e di diatribe  che  hanno fatto sentire  vicine le strade della creatività dell’arte e della moda.